SCARSCIOTTI: “IL PROVVEDIMENTO RISCHIA DI RENDERE ANCOR PIÙ CAOTICA LA LEGISLAZIONE IN MATERIA"

Il Movimento 5 Stelle ha presentato un disegno di legge volto a valorizzare e promuovere la domanda e l'offerta dei prodotti agricoli e alimentari a Km 0 o utile, di quelli provenienti da filiera corta, favorendone il consumo e la commercializzazione e garantendo ai consumatori un'adeguata informazione sulla loro origine e sulle loro specificità.

Il 10 aprile, Angem, in rappresentanza delle aziende della Ristorazione Collettiva, è intervenuta presso la Commissione Agricoltura della Camera durante la fase istruttoria avvenuta in prima lettura. In quell’occasione, il Presidente Carlo Scarsciotti ha avuto modo di esporre alcune perplessità in merito ai contenuti del disegno di legge, di cui di seguito si riportano alcuni punti rilevanti.

Scarsciotti ha, innanzitutto, fatto presente che l’Italia è già all’avanguardia sui temi alimentari e agroalimentari, anche dovuto a una normativa tra le più complete e dettagliate: questo ennesimo intervento legislativo rischia di appesantire una già caotica stratificazione normativa che renderà ancora più complicata l’operatività delle imprese che operano lungo la filiera.

Già oggi non è facile - ha illustrato Scarsciotti - districarsi tra il nuovo Codice appalti, la Legge sulla buona scuola, i Criteri Minimi Ambientali (CAM) per gli acquisti verdi della PA, la Legge sull’agricoltura sociale, quella sui piccoli Comuni, il decreto ministeriale sulle mense biologiche, e i molti disegni di legge parlamentari. È, inoltre da tenere in considerazione che, per la delicatezza del servizio di ristorazione collettiva - rivolto per lo più, ma non solo, verso le fasce deboli della popolazione, quali i bambini nelle scuole e i degenti negli ospedali - per le aziende del comparto i tre fattori di qualità, quantità e prezzo non sono infatti in alcun modo soprassedibili. Caratteristiche che spesso i prodotti del Km 0 riescono con difficoltà a soddisfare.

Angem ha, quindi, fatto presente che il settore della Ristorazione Collettiva non può in alcun modo rivolgersi al singolo produttore agricolo per i propri acquisti, ma ha piuttosto necessità di una piattaforma di distribuzione che possa garantire la disponibilità costante delle quantità di prodotti richieste, a prezzi di mercato e quindi concorrenziali. Le aziende appaltatrici, infatti, devono attenersi in modo rigoroso alle previsioni del capitolato tecnico del bando di gara.

Per quanto riguarda il Km 0 o Km utile, risulta molto diverso parlare di Km 0 o Km utile se l’area interessata è un’area metropolitana o, ad esempio, rurale o montana.

Per questo Angem – ha aggiunto Scarsciotti – ritiene opportuno che la stazione appaltante, prima di inserire la richiesta di uno specifico prodotto agricolo a Km 0 o utile, svolga un’indagine preliminare per verificare che nell’area interessata ci siano un numero di produttori sufficiente a scongiurare la mancanza di prodotti o, peggio ancora, possibili pratiche anticoncorrenziali, come ad esempio, cartelli sul prezzo.

Qui è consultabile la memoria completa depositata in Commissione Agricoltura.

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